Due le notizie che campeggiano oggi sui giornali, di tipo avverso: il ritrovato rapporto equilibrato con il cibo di Tiziano Ferro, dopo un lontano passato afflitto da bulimia, e l’accusa al mondo della danza, che farebbe ammalare di anoressia, lanciato da Maria Francesca Garritano, fresca di licenziamento da parte della Scala. Il cibo ancora protagonista della cronaca, insomma, questa volta per gli eccessi che possono stravolgere vite lanciate verso il successo. Di Tiziano Ferro si ricorda la sua apparizione a “Sarabanda” con quel mostro di simpatia di Enrico Papi che esprimeva dubbi sulle sue qualità canore( e poi si è visto come è andata!) quando pesava 111 kg: è stato anche il titolo di un suo album, tanto per far capire quanto l’essere grasso condizionava la sua vita e come, essersene liberato, gli abbia permesso di spiccare il volo. Dall’altra parte, una ballerina che veniva chiamata mozzarella, che si nutriva di yogurt e poco altro e che non trova alcuna solidarietà da parte di illustri colleghi: nelle varie interviste, tutti a dire che non è vero e che il problema non esiste nel campo della danza. Un po’ quello che succedeva quando si parlava di modelle anoressiche: erano sempre le altre quelle a cui capitava. Una riflessione si impone di fronte a queste storie: se il rapporto con l’alimentazione rimane equilibrato, cambia la qualità di vita ed il cibo risulta una componente festosa ed interessante. Nel caso contrario si muore lentamente: fumare una sigaretta e bere un superalcolico in certi ambienti sono gesti quasi oltraggiosi, ma abbuffarsi di alimenti fritti con salse grasse non produce ancora sdegno. A lungo andare però….